A
un figlio obbediente preferisco un figlio che ragioni con la propria
testa e comprenda il motivo delle mie richieste. Voglio un figlio
che accetti di fare quello che gli sembra ragionevole e rifiuti il
resto.
E'
e sarà complicato, lo so.
Il
lato positivo è che cresceremo insieme.
Inoltre
credo che questo lo metterà al riparo, almeno in parte, da varie
forme di abuso da parte di adulti.
Io
preferisco che mio figlio cresca con la consapevolezza di poter
scegliere. Sono certa che questa responsabilità farà di lui una
persona fornita di una sana autostima e di fiducia in se stesso.
“Il bambino è competente” di Jesper Juul, Saggi Universale
Economica Feltrinelli 2009 (da cui sono tratte tutte le citazioni di
questo post), è un libro nel quale ho trovato la giusta enunciazione
di alcuni concetti che mi ronzavano nel cuore.
Juul
afferma che “Fin dalla nascita i bambini sono persone complete,
cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare. Queste
qualità […] sono innate. D'altra parte, perché queste qualità
si sviluppino, i bambini hanno bisogno di vivere con adulti che si
comportino in maniera da rispettarne e modellarne il comportamento
sociale e umano.” E questo può avvenire soltanto con
l'esempio, l'accettazione, il rispetto e il dialogo.
“Molti
genitori continuano a credere che i figli debbano 'imparare a
obbedire', nonostante il fatto che questa aspettativa generi quasi
sempre 'disobbedienza' […] Questo perché noi recepiamo come
offensivo e poco dignitoso il dover obbedire a un ordine quando siamo
più che disposti a collaborare.”
L'alternativa
ad imporre ordini sta nell'essere disponibili al dialogo, “un
dialogo aperto e personale che tenga conto dei desideri, dei sogni e
delle necessità sia dei figli che dei genitori.”
Altra
qualità da affinare è l'elasticità.
Ma
chi ha mai deciso che una cosa si fa in un modo piuttosto che in un
altro? Non siamo forse tutti diversi?
Io
credo che ogni famiglia abbia bisogno di sviluppare la propria
personale forma di convivenza, tenendo presente che dove c'è
rispetto reciproco ci sarà anche il piacere di collaborare.
Ciò
che più mi spaventa in alcune persone adulte è la smania di
insegnare qualcosa ai bambini, l'incapacità di osservare e
ascoltare. E imparare, anche.
E
voi vorreste un figlio obbediente?
