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mercoledì 5 febbraio 2014

Il mio tempo lento: pane svedese e altre storie.

In inverno a me piace molto stare a casa, anche nei week end.
Amo prendermi il tempo per lavorare, per giocare, per studiare, per cimentarmi in imprese che mi sembrano improbabili.
Qui mi sento bene: ci sono io e c'è il mio piccolo.

Il fine settimana è un tempo nostro, nel quale ci gustiamo la libertà di poltrire a letto (e menomale che Binotto è anche più dormiglione di me!), compriamo frutta e verdura fresche o le aspettiamo dal nonno, passeggiamo senza meta (pioggia permettendo...), ci precipitiamo al parco o alle giostre... poi torniamo. E io assaporo la serenità di non correre.

Preparo cibi semplici, pulisco come e quando mi va, una cosa alla volta, senza stress, e intanto ascolto Bicci che inventa storie e parla ad amici immaginari, assaporo il mio silenzio, la mia calma, la mia gioia di stare, l'assenza di aspettative, l'anima placata.
E sorrido.

Sorrido al cielo che mi guarda sempre, alle mie piante che mi donano fiori in pieno inverno in cambio di un po' di calore e attenzioni, sorrido al mio bambino che colora ogni attimo e sorrido al mio viso riflesso nello specchio, finalmente familiare, intimamente mio.

Trovo il piacere di usare le mani, di fare cose antiche che mi fanno sentire viva e connessa con le mie radici femminili.
Ho finalmente cucito - a mano, che non ho macchina, per ora! - l'orlo delle tendine per la finestra di cucina e le ho appese con grande soddisfazione. Pensavo di non esserne capace...


Ultimamente ho portato in casa due bellissime clivie e una piantina grassa che sembra fatta di piccole pietre, e loro fioriscono per me.


Ho fatto un pane facilissimo, che inonda la casa di un'aroma speciale: il pane svedese.
Questa volta ho seguito fedelmente la ricetta (quasi), trovata in “Cuochi si diventa”, Allan Bay, Feltrinelli, gennaio 2007.
Eccola qui:

Per 1 pane della dimensione di un pancarré. Yogurt bianco g 500, 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino di sale, mezzo dl di sciroppo o miele liquido, olio, quanto basta di farina 00 di grano tenero, farina integrale di grano tenero, farina di segale, farina di soia, fiocchi di avena, fiocchi di riso, fiocchi di frumento, fiocchi d'orzo, crusca, varie ed eventuali simili.


Si versa lo yogurt in una ciotola, si aggiunge il bicarbonato e si sbatte con una frusta. Poi si aggiunge il sale, lo sciroppo/miele e l'olio continuando a mescolare, quindi le farine, fiocchi ecc secondo gusto e fantasia. Dovrete ottenere un composto abbastanza solido ma con la “consistenza di una pappetta per galline”. Lo versate in uno stampo da plum cake, lo livellate e fate cuocere in forno a 180° per due ore.
Lasciate raffreddare fuori dal forno prima di tagliare.

Generalmente io uso miele, olio evo, metto poco o niente sale e l'ultima volta ho provato a farlo con farine integrali di riso, miglio e grano saraceno, ovvero completamente gluten free.
Quello che si ottiene è un pane delizioso e profumato, che dura anche tutta la settimana, se non lo finite prima!

Sono tante piccole cose che, singolarmente e insieme, mi donano un piacere speciale, di cui sono profondamente grata.



lunedì 26 marzo 2012

Andamento lento



Oggi è la VI Giornata mondiale della lentezza! 

Prendiamocela comoda, regaliamoci il tempo di gustare le nostre piccole azioni quotidiane, godiamo del contatto dei nostri piedi con la terra mentre passeggiamo e sorridiamo alle persone che incontriamo.

Ho trovato la notizia sulla rubrica FeelGood! di D Repubblica N. 784 del 24/3/2012, a firma di Elisa Manacorda, e sono andata a visitare il sito di riferimento vivereconlentezza.it.
Trovo 14 comandalenti, tra cui: evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città; facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta; smettiamo di continuare a ripetere: "non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti. 


Io credo che ancora una volta possiamo imparare dai nostri bambini: osserviamoli, fermiamoci a giocare con loro e gustiamo quella magica sospensione del tempo che certe attività possono procurarci.


E sorridiamo: la vita è bella!


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