Nel
video che trovate a fondo pagina Sir Ken Robinson, noto esperto
mondiale di creatività e modelli educativi, si dice convinto che “la
creatività è tanto importante quanto l'alfabetizzazione”.
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Immagine presa da qui |
I bambini sono estremamente creativi ed innovativi, ma lo sono perché “si buttano. Se non sanno qualcosa, ci provano. Non hanno paura di sbagliare.”
Questo
è il punto cruciale: non aver paura di sbagliare ci consente di
osare e trovare nuove strade.
Purtroppo
crescendo i ragazzi diventeranno adulti terrorizzati dall'idea di
sbagliare, perché “abbiamo sistemi nazionali
d'istruzione dove gli errori sono la cosa più grave che puoi fare. E
il risultato è che stiamo
educando le persone escludendole dalla loro capacità creativa”.
Infatti
“se non
sei pronto a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di
originale”.
Se
tu hai perduto la tua capacità di buttarti, non riuscirai mai a
trovare la tua strada, quella che va bene per te soltanto.
Fin
dalla scuola primaria si danno voti a quello che un bambino fa, si
misura in numeri la sua partecipazione alla vita scolastica, e non
importa quanto bello sia quello che nasce dalla sua freschezza e
originalità. Quello che
importa è che sappia fare ciò che il programma ministeriale ha
stabilito che dovrà imparare a fare in un tempo X assegnato a
priori, un tempo uguale per tutti.
E
chi
sta fuori da quel tempo sarà non adeguato, sarà deficitario, sarà
etichettato.
Io
trovo tutto questo incredibilmente strano e surreale. E' come aver
la pretesa di allevare polli in batteria!
I
bambini, con la
loro capacità di improvvisazione e la creatività innata di cui sono
dotati, sono
maestri ed esempi
da imitare per mantenere vivo in ognuno di noi quel guizzo vitale che
fa la differenza.
L'apprendimento
dei bambini passa attraverso il fare e il toccare con mano propria la
realtà, ecco perché il gioco è una delle
modalità principe di autoeducazione dei piccoli.
Sir
Robinson spiega che non si
può diventare creativi, ma si può smettere di esserlo,
grazie ad un sistema educativo che stigmatizza l'errore e divide il
mondo in giusto o sbagliato.
Peter Gray sostiene che “Non
si può insegnare la creatività, ma la si può sottrarre alle
persone attraverso un percorso scolastico che non
sia centrato sulle domande dei bambini ma sulle domande dettate da un
programma imposto, che procede come
se tutte le domande avessero una sola risposta giusta e ognuno
dovesse imparare le stesse cose”. (fonte:
qui)
Personalmente
ho sempre diffidato di chi si sente depositario di verità assolute,
ho sempre contestato i dogmi scolastici ed ho avuto la fortuna di
incontrare insegnanti interessati più a quello che io pensavo e a
come vedevo le cose piuttosto che a sentirmi ripetere una lezione a
nastro. Ma sono stata fortunata!
Quello
che si paga oggi è il peso di un'omologazione che non ha più alcun
motivo di esistere, che danneggia noi e ancor più i nostri figli,
costretti a soffocare i propri talenti a causa di metodologie
asfittiche.
A
scuola ci sono materie di serie A e di serie B:
“Ovunque nel Mondo ogni sistema d'istruzione ha la stessa
gerarchia di materie. Al vertice ci sono le scienze matematiche e
le lingue, poi le discipline umanistiche e in fondo l'arte.”
“Inoltre
esiste una gerarchia nelle arti. L'arte figurativa e la musica
occupano una posizione più alta nelle scuole rispetto a recitazione
e danza.”
Considerato
che quando siamo bambini intrisi di creatività si impara
principalmente attraverso il corpo e la memoria corporea (pilastri su
cui si basa anche il Metodo Montessori), viene spontaneo chiedersi
perché le scuole non si occupino della fisicità degli studenti.
“Non
esiste sistema educativo sul pianeta che insegni la danza ai bambini
ogni giorno, così come insegniamo la matematica. Perché?
Credo
che la matematica sia molto importante, ma altrettanto la danza. I
bambini ballano tutto il tempo se possono, noi tutti lo facciamo.
Abbiamo
tutti un corpo, o no? Mi sono perso qualcosa?
In
verità, ciò che succede è che, quando i bambini crescono, noi
iniziamo ad educarli dalla pancia in su. E poi ci focalizziamo sulle
loro teste. E leggermente verso una parte.”
Secondo
Ken Robinson un alieno in visita sulla Terra sarebbe portato a
pensare che tutto il nostro sistema educativo serva a formare
professori universitari, rispettabilissime persone tutte concentrate
nella loro testa e dissociate dal loro corpo.
Il
nostro sistema educativo fu pensato per formare persone adatte al
lavoro e per conseguire l'accesso all'università.
Ma
tutto questo poteva andar bene finché avere un titolo universitario
equivaleva a trovare un lavoro. Adesso non è più così e continuare
a stigmatizzare errori significa sprecare bei talenti, mettere fuori
strada persone che forse non avranno più la fortuna di ritrovarsi.
Ken
Robinson definisce la
creatività come “il
processo che porta ad idee originali di valore. Si
manifesta spesso tramite l'interazione di modi differenti di vedere
le cose”.
In
un passaggio molto interessante Sir Robinson racconta la storia
di Gillian Lynne, coreografa di fama mondiale autrice di “Cats”
e “Phantom of the Opera”.
Quando
Gillian aveva otto anni gli insegnanti della scuola scrissero ai
genitori affermando che la bambina aveva problemi di apprendimento.
“Non era capace di
concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l'ADHD
(Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività). Ma siamo
attorno al 1930 e l'ADHD non l'avevano ancora inventata. Non era una
condizione disponibile allora. La gente non sapeva che poteva averla”.
In
ogni caso la madre la portò da uno psicologo che, dopo averla
osservata, consigliò alla donna di iscrivere la figlia in una
scuola di danza. E questo ha cambiato il corso della sua vita: ha
reso possibile la realizzazione del suo talento e la sua felicità di
potersi finalmente sentire libera di essere quella che era,
accettata e rispettata nella sua peculiarità.
Del
resto Gillian Lynne è stata molto fortunata, perché “Un altro
le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi”.
Infine
Robinson conclude che, a suo modo di vedere, “la
nostra unica speranza per il futuro è di adottare una nuova
concezione di ecologia umana, nella quale cominciare a ricostruire la
nostra considerazione della ricchezza delle capacità umane.
Il
nostro sistema educativo ha sfruttato le nostre teste come noi
abbiamo sfruttato la terra: per strapparle una particolare risorsa. E
per il futuro non ci servirà.
Dobbiamo
ripensare i principi fondamentali sui quali educhiamo i nostri figli.
Dobbiamo fare attenzione ad usare il dono dell'immaginazione
umana saggiamente...
E
lo faremo solo se sapremo
vedere le nostre capacità creative per la ricchezza che sono e se
sapremo vedere i nostri figli per la speranza che sono.
Il
nostro compito è di educarli nella loro interezza affinché possano
affrontare il loro futuro.
Forse
noi non vedremo questo futuro, ma loro si.
E
il nostro compito è di aiutarli a farne qualcosa.”
Tutte
le citazioni, dove non diversamente segnalato, sono tratte dal video
di Sir Ken Robinson.
Bibliografia:
“The
Element”, Ken Robinson, Mondadori, ottobre 2012
“Give
childhood back to children: if we want our offsprings to have happy,
productive and moral lives, we must allow more time for play, not
less”, Peter Gray, The Indipendent, 12 gennaio 2014 link
“Il
segreto dell'infanzia”, Maria Montessori, Garzanti Elefanti, 2007
conosco questo video, ci sono arrivata per vie traverse (come spesso accade sul web) ma ancora non conoscevo ken robinson. è purtroppo tutto condivisibile per me quello che dice, è triste che ci siano poche mosche bianche che si occupano in modo critico dell'educazione dei bambini in quei settori dove noi genitori non possiamo entrare, come la scuola. triste che le istituzioni siano molto spesso in mano a esseri apatici e, manco a dirlo, poco creativi. incapaci di seguire con umanità il percorso e i cambiamenti della società, di cui i bambini sono i pilastri futuri. la cecità nei confronti dei bambini è una delle cose che mi fa soffrire maggiormente, sono perle preziose che vanno educate affinchè continuino a splendere. come genitore ce la metto tutta perchè la loro integrità sia espressa e rispettata, il punto è anche che purtroppo siamo stesso noi genitori a non sapere interpretare la vita in un modo meno omologante, anche quando ci sentiamo di mente aperta siamo inconsciamente minati da un substrato di formalismi che ci guida e condiziona. è questo secondo me il punto più difficile da sciogliere. mi piace molto la frase "non si può insegnare la creatività ma la si può sottrarre", condensa il mio pensiero, che riguarda anche noi adulti...
RispondiEliminaSi, la sottrazione purtroppo viene operata proprio nell'infanzia, il momento di maggior apertura. :-)
EliminaCavolo mi stavo perdendo questo post ricco di spunti su cui riflettere. Condivido.
RispondiEliminaGrazie!
EliminaAbbraccio!
:-)
Molto interessante... sono cose a cui penso spesso, specie ora che siamo in periodo di iscrizione alla primaria della mia più grande. Già alla scuola dell'infanzia vengono somministrati test sulle capacità matematiche e linguistiche... incrocio le dita per la scelta che stiamo facendo.
RispondiEliminaDa voi c'è alternativa al pubblico?
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