sabato 29 settembre 2012

Dite. Una poesia di Janusz Korczak.


Conoscete Janusz Korczak?
Io, nella mia infinita ignoranza, non sapevo chi fosse. L’ho scoperto nella bellissima poesia “Dite”, che ho trovato riportata nel libretto che mi hanno consegnato al nido (ancora!!!).

Immagine presa da qui

Janusz Korczak, di cui trovate notizie più dettagliate qui, qui e qui, era un uomo nonché pediatra, pedagogo, scrittore e poeta, nato a Varsavia nel 1878. Da quel poco che ho appreso sul suo conto tramite le notizie reperite in rete e le notevoli citazioni dei suoi scritti, ho capito che era un antesignano di tante moderne teorie sulla pedagogia e sul rispetto nei confronti dei piccoli.

L’indipendenza mi pare significhi possesso: io dispongo della mia persona. Nella libertà esiste un elemento volitivo e quindi di azione che sgorga dalla volontà. Le nostre stanze dei bambini con i mobili sistemati simmetricamente, i nostri giardini pubblici leccati non sono il campo dove si può manifestare l’indipendenza, né un laboratorio dove l’attiva volontà del bambino possa concretizzarsi.

Dappertutto trappole e pericoli, minacce e disgrazie che incombono. E se il bambino ti crederà e non mangerà di nascosto una libbra di prugne e ingannando la vigilanza con il batticuore non giocherà in un angolo con i fiammiferi, se ubbidiente, passivo, fiducioso, si sottometterà alla richiesta di evitare tutte le esperienze, di rinunciare a prove e tentativi, di schivare gli sforzi, ogni moto della volontà, che farà quando nel suo intimo sentirà qualcosa che ferisce, che brucia, morde?                                                                         Janusz Korczak

Ha fondato e diretto un orfanotrofio, gestito completamente dai bambini, in una sorta di società democratica per natura che forse potrebbe insegnare molto a statisti e governatori di oggi.
Con l’avvento del nazismo la Polonia viene occupata e l’attività di Korczak confinata nel ghetto di Varsavia. Sebbene gli sia stato più volte offerto l’espatrio protetto ha sempre rifiutato per rimanere accanto ai suoi bambini.
Una mattina dell’agosto 1942 fu deportato e costretto a salire sul treno diretto al campo di sterminio di Treblinka insieme ai piccoli ospiti dell’orfanotrofio: preparò i suoi bambini con cura, vestiti con gli abiti migliori, come se stessero andando a fare una gita.
La “Convenzione dei diritti del bambino”, documento per cui Korczak si era battuto a lungo, è stata approvata nel 1989 dalle Nazioni Unite.
Tra i suoi testi: Come amare un bambino, Il diritto del bambino al rispetto, Quando ridiventerò bambino, tutti editi in Italia da Luni editore.

Dite

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
                   Janusz Korczak

E voi lo conoscete?

Volete condividere qualche altro autore che trovate interessante in materia di bambini? Scrivetemi a artemamma70(at)gmail.com e ospiterò volentieri il vostro post.

A presto!


Domenica 30 settembre
Breve aggiornamento.

Continuando a vagare in rete sulle tracce di Korczak, ho scoperto che l'anno 2012 è stato dedicato a lui e alla sua opera.
Qui la notizia, qui è possibile ascoltare e scaricare un intervento dal titolo "Liberare l'infanzia", nel quale Moni Ovadia legge alcuni brani tratti da Il diritto del bambino al rispetto e "L'eredità di Korczak. Incontro sul grande pedagogista polacco" a cura di Grazia Honegger Fresco.
Buona domenica!
A presto!

6 commenti:

  1. Ti sembrerà strano, ma questo post mi ha fatto commuovere... la storia e le parole di quest'uomo [che nemmeno io conoscevo, grazie!], la poesia...
    :o)

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    1. Ciao Valeria,
      grazie per la tua presenza e la tua partecipazione appassionata!
      La storia e le parole di Korczak hanno commosso anche me: prima di decidere di scrivere il post ho continuato a rileggere questa poesia per giorni...
      E' bello scoprire quante cose abbiamo in comune:-)
      Ti scrivo presto!
      Buon sabato!
      :-))

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  2. che bella questa poesia,anche io l'ho scoperta quando iniziò il nido la mia prima figlia! ma non conoscevo lo scrittore e la sua storia.
    commovente...

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    Risposte
    1. Ciao Vittoria,
      grazie per la graditissima visita.
      Anche io non conoscevo Korczak e sono molto contenta di averlo incontrato!
      A presto!
      :-))

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  3. http://youtu.be/3jin2-fawXc



    Vi ho trovate girando in rete.

    Ho trovato una bella musica dedicata a Janusz Corzac.
    Eccola :-)

    Sabrina

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    1. Anche se in ritardo, grazie Sabrina per questo contributo.
      :-)

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