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domenica 6 aprile 2014

mercoledì 5 febbraio 2014

Il mio tempo lento: pane svedese e altre storie.

In inverno a me piace molto stare a casa, anche nei week end.
Amo prendermi il tempo per lavorare, per giocare, per studiare, per cimentarmi in imprese che mi sembrano improbabili.
Qui mi sento bene: ci sono io e c'è il mio piccolo.

Il fine settimana è un tempo nostro, nel quale ci gustiamo la libertà di poltrire a letto (e menomale che Binotto è anche più dormiglione di me!), compriamo frutta e verdura fresche o le aspettiamo dal nonno, passeggiamo senza meta (pioggia permettendo...), ci precipitiamo al parco o alle giostre... poi torniamo. E io assaporo la serenità di non correre.

Preparo cibi semplici, pulisco come e quando mi va, una cosa alla volta, senza stress, e intanto ascolto Bicci che inventa storie e parla ad amici immaginari, assaporo il mio silenzio, la mia calma, la mia gioia di stare, l'assenza di aspettative, l'anima placata.
E sorrido.

Sorrido al cielo che mi guarda sempre, alle mie piante che mi donano fiori in pieno inverno in cambio di un po' di calore e attenzioni, sorrido al mio bambino che colora ogni attimo e sorrido al mio viso riflesso nello specchio, finalmente familiare, intimamente mio.

Trovo il piacere di usare le mani, di fare cose antiche che mi fanno sentire viva e connessa con le mie radici femminili.
Ho finalmente cucito - a mano, che non ho macchina, per ora! - l'orlo delle tendine per la finestra di cucina e le ho appese con grande soddisfazione. Pensavo di non esserne capace...


Ultimamente ho portato in casa due bellissime clivie e una piantina grassa che sembra fatta di piccole pietre, e loro fioriscono per me.


Ho fatto un pane facilissimo, che inonda la casa di un'aroma speciale: il pane svedese.
Questa volta ho seguito fedelmente la ricetta (quasi), trovata in “Cuochi si diventa”, Allan Bay, Feltrinelli, gennaio 2007.
Eccola qui:

Per 1 pane della dimensione di un pancarré. Yogurt bianco g 500, 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino di sale, mezzo dl di sciroppo o miele liquido, olio, quanto basta di farina 00 di grano tenero, farina integrale di grano tenero, farina di segale, farina di soia, fiocchi di avena, fiocchi di riso, fiocchi di frumento, fiocchi d'orzo, crusca, varie ed eventuali simili.


Si versa lo yogurt in una ciotola, si aggiunge il bicarbonato e si sbatte con una frusta. Poi si aggiunge il sale, lo sciroppo/miele e l'olio continuando a mescolare, quindi le farine, fiocchi ecc secondo gusto e fantasia. Dovrete ottenere un composto abbastanza solido ma con la “consistenza di una pappetta per galline”. Lo versate in uno stampo da plum cake, lo livellate e fate cuocere in forno a 180° per due ore.
Lasciate raffreddare fuori dal forno prima di tagliare.

Generalmente io uso miele, olio evo, metto poco o niente sale e l'ultima volta ho provato a farlo con farine integrali di riso, miglio e grano saraceno, ovvero completamente gluten free.
Quello che si ottiene è un pane delizioso e profumato, che dura anche tutta la settimana, se non lo finite prima!

Sono tante piccole cose che, singolarmente e insieme, mi donano un piacere speciale, di cui sono profondamente grata.



mercoledì 15 gennaio 2014

Banana Bread senza uova e senza glutine

Come ho detto più volte, io amo molto sperimentare in cucina.
L'allergia all'uovo di Binotto mi ha indotta a cercare di cucinare dolci privi di questo ingrediente.
Adesso che abbiamo scoperto anche celiachia e allergia al grano, cerco di creare dolci privi di glutine.
Bicci non li mangia... ma se un giorno dovesse decidere di assaggiarli potrò accontentarlo.


La ricetta originale di questo banana bread si trova sul libro - bellissimo - di Trish DeseineI love Torte”.
La mia versione è:

Ingredienti

100 gr uvetta
75 ml (una tazza circa) di acqua
100 gr farina di riso integrale
80 gr farina di grano saraceno integrale
2 cucchiaini di lievito naturale per dolci
100 gr di burro fuso
100 gr zucchero di canna chiaro (va bene anche quello scuro)
mezzo bicchiere (o poco più) di latte di riso
300 gr banane (peso senza buccia) molto mature
1 cucchiaino di vaniglia in polvere

Scaldate l'acqua e mettete l'uvetta a bagno finché non sarete pronte con l'impasto. Sgocciolatela prima di utilizzarla.
Scaldate il forno ventilato a 180°.
Mettete lo zucchero e il burro fuso in una ciotola e sbattete bene con un cucchiaio di legno. Aggiungete il latte di riso gradualmente mescolando, poi le banane schiacciate e amalgamate bene gli ingredienti.
Unite l'uvetta strizzata, la polvere di vaniglia, la farina e il lievito.
Mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate il composto nello stampo da plum cake foderato di carta forno e cuocete circa 1 ora e 30 minuti.
Fate la prova stecchino per verificare la cottura.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare nello stampo.


Questo dolce, mentre cuoce, sprigiona un profumo meraviglioso di vaniglia, che io adoro.


Buon mercoledì! (siamo a metà settimana)






lunedì 21 gennaio 2013

Il dolce senza uova (e senza grassi)


In ottobre scorso ho appreso che Binotto è allergico all’uovo.
Da allora, oltre ad aver smesso di consumarne anche io e non sentirne la mancanza, ho iniziato a sperimentare ricette di biscotti e dolci senza uova. Bicci non è certo un golosone, ma io si! ...e se gli verrà voglia di assaggiare, almeno non avrà problemi.

Ho trovato qui la ricetta che riporto di seguito:

Torta al cioccolato senza burro e uova
                      
Cacao amaro        50 gr
Zucchero           180 gr
Farina             200 gr
Latte              250 gr
Lievito per dolci 1 bustina

Setacciare la farina in una ciotola, aggiungere lo zucchero e il cacao e miscelare. Versare poco per volta il latte, mescolando con una frusta, fino ad ottenere un composto cremoso. Incorporare il lievito setacciato. Versare in una tortiera rivestita di carta forno e cuocere in forno caldo a 180° per 25 minuti (fare la prova stecchino). Sfornare, far raffreddare bene prima di togliere dallo stampo e spolverizzare con zucchero a velo.

La prima volta l’ho seguita quasi pedissequamente, anche se ho usato il latte di soia, lo zucchero grezzo di canna chiaro, polvere lievitante per dolci bio e non ho messo lo zucchero a velo.
Poi ho dato il via alle sperimentazioni, ho modificato le dosi e ne ho fatto
LA RICETTA del dolce senza uova.


Ho provato a fare questo dolce al riso e uvetta, al limone, alle mandorle, alle nocciole, alla carruba, bicolor con cioccolato e con zucchero di canna grezzo o con zucchero di canna integrale, alle albicocche secche e mandorle...e forse dimentico qualche versione: ogni volta è venuto delizioso e con un’ottima consistenza.
E’ semplicissimo e veloce da preparare, senza uova e senza grassi. E buono!!!

Gli ingredienti e le dosi (facciamo ancora quello al cacao, per esempio):

Cacao amaro bio/fair trade                     50 gr
Zucchero grezzo di canna chiaro bio o zucchero integrale di canna bio                                          80/100 gr
Farina di grano tenero 0 bio (o farro o kamut) 200 gr
Latte di soia                                  250 gr
Polvere lievitante per dolci bio                 8 gr

Nel caso del bicolor, mescolo separatamente 100 + 100 gr di farina e ad un impasto aggiungo 25 gr di cacao.


Naturalmente se si usano altri ingredienti liquidi (yogurt, malto, ad esempio) sarà necessario diminuire proporzionalmente la quantità di latte.

Con queste dosi io uso lo stampo da plumcake. Se voglio un dolce più grande, aumento tutte le dosi.

E’ di fondamentale importanza lasciarlo raffreddare prima di estrarlo dallo stampo.


Provate anche voi?
A presto!

PS: Questa ricetta la dedico ad Alessandra. Qui ce la puoi fare anche tu :-)

Qui trovate gli altri post con le mie ricette!

sabato 8 dicembre 2012

Biscottoni semi-integrali con fiocchi d’avena


La mia scelta di consumare prodotti biologici risale a molti anni fa, ma devo ammettere che la transizione completa al bio è avvenuta con la nascita di Binotto.
La filosofia che adotto è quella del poco ma buono, e produco in casa gran parte di quello che si può fare (pane, dolci, pizza, biscotti, ecc.), anche se vorrei ancora migliorare.
Mio figlio non ha mai messo in bocca un biscotto industriale per bambini, né un omogeneizzato e meno che mai una merendina. E ne sono felice!

La ricetta di questi biscotti è nata in modo completamente casuale, per usare quattro/cinque cucchiai di fiocchi d’avena cotti in acqua, avanzati dalla mia colazione.

Ingredienti:

Quattro/cinque cucchiai di fiocchi d’avena piccoli, ammollati e cotti in acqua bollente
100 gr farina integrale di grano tenero
100 gr farina 0 di grano tenero
Lievito per dolci naturale (cremor tartaro) 7 gr
2 cucchiai colmi di malto d’orzo
Acqua tiepida q.b.

Far bollire poca acqua, aggiungere i fiocchi d’avena piccoli, cuocere a fiamma bassa mescolando per tre minuti circa, spengere la fiamma e lasciar riposare con il coperchio finché i fiocchi non avranno assorbito tutta l’acqua e si saranno un po’ intiepiditi.
Aggiungere i due cucchiai di malto e l’acqua tiepida mescolando. Versare le due farine e il lievito setacciati continuando a mescolare fino ad ottenere un composto molto morbido (leggermente più compatto di quello di un dolce).
Foderare una teglia con carta da forno e disporre il composto a cucchiaiate abbondanti e ben distanziate. La consistenza molliccia dell’impasto non consente la creazione di forme.


Infornare a 180° ventilato per circa 20 minuti. Il mio forno ultimamente ha qualche problema, quindi vi consiglio di regolarvi sul funzionamento del vostro, aiutandovi con la prova stecchino. Lasciar finire di asciugare i biscotti con il forno spento e lo sportello semi-aperto.


Si otterranno dei biscotti ben dorati e croccanti esteriormente e con la consistenza interna di un dolce (tipo merendine per capirsi).


Io ho usato il malto d’orzo perché il suo aroma dà un gusto deciso, ma penso che si possano fare gli stessi biscotti anche usando malto di riso o mais e aggiungendo, per aromatizzare, cannella in polvere o semi di anice.

Sono velocissimi e strepitosi...infatti Binotto voleva mangiarli tutti!

Provate anche voi?
A presto!

sabato 3 novembre 2012

Cavolfiore gratinato con mandorle


Il cavolfiore mi piace tantissimo, è uno dei sapori dell’inverno e sembra, come per le altre crucifere, che le sostanze solforate che contiene abbiano proprietà antibatteriche e antitumorali.

Io amo mangiare le verdure al dente, per cui le cuocio sempre pochi minuti lasciandole croccanti e ben colorate.   Nel caso del cavolo, come di altri ortaggi, preferisco la cottura a vapore.

Credo che esistano infiniti modi di gratinare il cavolfiore.   Qualche giorno fa, io ho sperimentato questo.

Ingredienti:

(le quantità le stabilite voi)

Cavolfiore cotto
Yogurt intero
Pecorino morbido dal gusto non forte (in alternativa una caciottina dolce va bene lo stesso)
Mandorle spelate
Olio evo

Coprite il fondo di una teglia da forno di cavolo cotto, versateci sopra lo yogurt intero, tagliate a fette sottili il pecorino morbido e distribuitelo sopra il cavolo e lo yogurt a piacere, aggiungete le mandorle dividendole a metà per il senso della lunghezza.
Gratinate in forno a 180° per circa 20 minuti.
Quando lo servite nei piatti irrorate con un filo di olio evo a crudo.


Questo, a mio parere, è uno di quei piatti che in una giornata così


ti scaldano l’anima.
A presto!


PS: Binotto non si convince ad assaggiare le verdure neanche così... 

domenica 30 settembre 2012

Homemade nutella ovvero crema di nocciole e cioccolato casalinga


Qui Binotto non c’entra niente, che lui è ancora troppo giovane per certi piaceri. Qui c’entro solo io, che sono appassionatamente golosa di cioccolata fondente, meglio se con almeno il 70% di cacao.
Sono una consumatrice metodica e seriale, non smodata. Se voglio mi so controllare…
Detto questo, a volte amo anche avere una buona crema cioccolatosa da spalmare sul pane. Quelle in commercio difficilmente mi soddisfano, spesso hanno grassi ed edulcoranti aggiunti che alterano il sapore del cacao e rendono la crema pesante.

Durante una ricognizione in rete alla ricerca di una buona ricetta per autoprodurla, mi sono imbattuta in questa. Tra le altre cose il blog di Marte-Marie Forsberg, fotografa e food stylist norvegese, merita - a mio parere – ben  più di una visita.

La prima volta – come sempre – ho seguito la ricetta originale, ma c’erano troppe nocciole per il mio gusto, così l’ho aggiustata come segue.

Ingredienti:

100 gr di nocciole (io le ho comprate già tostate e spelate)
50 gr di cioccolata fondente al 70%
2 cucchiai colmi di polvere di cacao amara
2 cucchiai rasi di zucchero a velo

Si mettono le nocciole nel pimer e si aziona per pochi minuti fino a sbriciolarle tipo pangrattato.
Si aggiungono tutti gli altri ingredienti e si aziona il pimer finché il tutto non diventa liquido e ben amalgamato.
Si trasferisce in una vaso con chiusura ermetica e si conserva in frigorifero per settimane, se resistete!

E’ strepitosa e non ha ombra di grassi aggiunti, l’unico olio è quello che esce dalle nocciole tritate.


  
Buona domenica!
A presto!

domenica 3 giugno 2012

Tagliatelle al pesto di mandorle


Ricordate la ricetta del riso con mandorle e valeriana?
Mi erano rimaste un po’ di mandorle tritate e il giorno dopo, nel tentativo di assemblare velocemente un pranzo decente e di risvegliare l’appetito di Binotto, ho inventato questo pesto di mandorle.

Ingredienti:
mandorle sgusciate ca 10 gr
prezzemolo q.b.
mezzo limone
olio evo q.b.
sale q.b.

Mettete le mandorle sgusciate nel pimer e tritatele un po’ più finemente rispetto a quanto fatto per il riso.
Lavate e tagliuzzate le foglie del prezzemolo, spremete il mezzo limone.
Ora versate in un recipiente le mandorle, il prezzemolo, il succo di limone, il sale, l’olio evo e mescolate. L’acidulo del limone dovrebbe risultare quale piccola sveglia al palato ma non dominare il gusto, quindi al mezzo limone se ne potrà aggiungere altro a seconda di quante mandorle avrete usato.


Intanto cuocete la pasta: io ho usato tagliatelle secche biologiche di farina semi-integrale, ma potete usare quella che preferite.
Appena scolata, irrorate la pasta con abbondante pesto, mescolate e servite subito.


Come potete vedere Binotto ha spolverato



e apprezzato molto!


Buona domenica!
A presto!
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