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giovedì 13 marzo 2014

L'urgenza della poesia

Per me la poesia è parola che pretende di far vibrare le corde vocali, di carezzare la lingua e il palato e uscire viva tra le labbra.
La poesia è un soffio vitale pronto a prendere il volo, è emozione che scuote l'anima.
E' parola che si fa corpo, è pace ed urgenza del cuore.

Ieri sera mi sono emozionata con questa, tra le altre, e mi piace condividerla con chi vorrà passare e fermarsi.

Parca-Villaggio

A lungo si parlò di te attorno ai fuochi
dopo le devozioni della sera
in queste case grige ove impassibile
il tempo porta e scaccia volti d'uomini.

Dopo il discorso cadde su altri ed i suoi averi,
furono matrimoni, morti, nascite,
il mesto rituale della vita.
Qualcuno, forestiero, passò di qui e scomparve.

Io vecchia donna in questa vecchia casa,
cucio il passato col presente, intesso
la tua infanzia con quella di tuo figlio
che traversa la piazza con le rondini.

Mario Luzi


Buona giornata di primavera!



venerdì 31 gennaio 2014

Io amo la poesia

Io amo la poesia.
Con lei sono cresciuta, ho acquisito gusto per il ritmo e la parola, in lei ho trovato consolazione nei travagli dell'adolescenza e nei momenti duri, in lei spesso hanno preso forma i miei pensieri. E' lei che ha dato corpo alle mie emozioni, è lei che mi ha fatto assaporare la vertigine dell'altezza e il coraggio del volo.
Di poesia è fatto il teatro che io amo, alchimia di corpi sui quali la parola si inscrive leggera.


Considerato che oggi è il mio compleanno, vorrei tener vivo un gesto nato lo scorso anno nello stesso giorno.

Una delle voci poetiche femminili che amo è Wislawa Szymborska.

Di lei vi dono alcuni versi – che per me sono teatro - da “La realtà esige”, contenuta in “Vista con granello di sabbia”,Adelphi, 2007:

[…]
Qual'è la morale? - forse nessuna.
Di certo c'è solo il sangue che scorre
e, come sempre, qualche fiume, qualche nuvola.

Sui valichi tragici
il vento porta via i cappelli
e non c'è niente da fare -
lo spettacolo ci diverte.



Mi donate i vostri versi preferiti?
Potete farlo nei commenti o scrivermi a artemamma70(at)gmail.com
Vi aspetto!


Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma


giovedì 31 gennaio 2013

Nel giorno del mio compleanno


Oggi è il mio compleanno!


Per festeggiare, ho deciso di condividere una poesia che amo molto. Una poesia che continua ad emozionarmi e farmi riflettere ogni volta che la leggo.


I held a Jewel in my fingers –
And went to sleep –
The day was warm, and winds were prosy –
I said “’Twill keep” –

I woke – and chid my honest fingers,
The Gem was gone –
And now, an Amethyst remembrance
Is all I own –

                            Emily Dickinson (1861)*

Tenevo un gioiello fra le dita –
E mi addormentai –
Il giorno era tiepido, i venti monotoni –
Mi dissi: “Durerà” –

Mi svegliai e sgridai le mie dita innocenti,
la gemma era sparita –
E adesso, un ricordo di ametista
è tutto ciò che mi resta.


Volete condividere anche voi la vostra poesia preferita? Sarebbe un gran bel regalo diffuso!
Potete farlo direttamente nei commenti o lasciando un link al post nel quale deciderete di citarla. Oppure me la mandate per email a artemamma70 (at) gmail.com e penserò io a pubblicarla.
Vi aspetto numerosi!

Buona giornata!
A presto!



PS: La possibilità di donare una poesia rimane aperta anche oltre la data del mio compleanno. 



* Emily Dickinson “Silenzi”, Universale Economica Feltrinelli

domenica 7 ottobre 2012

Janusz Korczak: mostra fotografica con incontro finale a Milano.


Dopo la pubblicazione del mio post su Janusz Korczak, la Sig.ra Anna Kluska, mi ha informato e invitato alla mostra fotografica sul pediatra e pedagogo polacco, che è attualmente in corso a Milano e durerà fino al 15 ottobre p.v. presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli n.1.
L’evento, organizzato dall’Università Cattolica in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, l’Associazione dei Polacchi a Milano e con il Patrocinio dell’Ambasciata di Israele, si colloca tra le celebrazioni dell’anno di Korczak.
Il 15 ottobre, a chiusura della mostra, si terrà un incontro di formazione e aggiornamento sull’opera di Janusz Korczak presso l’aula Pio XI alle ore 15,00. La partecipazione è libera e gratuita, basta mandare conferma di adesione all’indirizzo dip.pedagogia (at) unicatt.it.



Buona domenica!
A presto!

sabato 29 settembre 2012

Dite. Una poesia di Janusz Korczak.


Conoscete Janusz Korczak?
Io, nella mia infinita ignoranza, non sapevo chi fosse. L’ho scoperto nella bellissima poesia “Dite”, che ho trovato riportata nel libretto che mi hanno consegnato al nido (ancora!!!).

Immagine presa da qui

Janusz Korczak, di cui trovate notizie più dettagliate qui, qui e qui, era un uomo nonché pediatra, pedagogo, scrittore e poeta, nato a Varsavia nel 1878. Da quel poco che ho appreso sul suo conto tramite le notizie reperite in rete e le notevoli citazioni dei suoi scritti, ho capito che era un antesignano di tante moderne teorie sulla pedagogia e sul rispetto nei confronti dei piccoli.

L’indipendenza mi pare significhi possesso: io dispongo della mia persona. Nella libertà esiste un elemento volitivo e quindi di azione che sgorga dalla volontà. Le nostre stanze dei bambini con i mobili sistemati simmetricamente, i nostri giardini pubblici leccati non sono il campo dove si può manifestare l’indipendenza, né un laboratorio dove l’attiva volontà del bambino possa concretizzarsi.

Dappertutto trappole e pericoli, minacce e disgrazie che incombono. E se il bambino ti crederà e non mangerà di nascosto una libbra di prugne e ingannando la vigilanza con il batticuore non giocherà in un angolo con i fiammiferi, se ubbidiente, passivo, fiducioso, si sottometterà alla richiesta di evitare tutte le esperienze, di rinunciare a prove e tentativi, di schivare gli sforzi, ogni moto della volontà, che farà quando nel suo intimo sentirà qualcosa che ferisce, che brucia, morde?                                                                         Janusz Korczak

Ha fondato e diretto un orfanotrofio, gestito completamente dai bambini, in una sorta di società democratica per natura che forse potrebbe insegnare molto a statisti e governatori di oggi.
Con l’avvento del nazismo la Polonia viene occupata e l’attività di Korczak confinata nel ghetto di Varsavia. Sebbene gli sia stato più volte offerto l’espatrio protetto ha sempre rifiutato per rimanere accanto ai suoi bambini.
Una mattina dell’agosto 1942 fu deportato e costretto a salire sul treno diretto al campo di sterminio di Treblinka insieme ai piccoli ospiti dell’orfanotrofio: preparò i suoi bambini con cura, vestiti con gli abiti migliori, come se stessero andando a fare una gita.
La “Convenzione dei diritti del bambino”, documento per cui Korczak si era battuto a lungo, è stata approvata nel 1989 dalle Nazioni Unite.
Tra i suoi testi: Come amare un bambino, Il diritto del bambino al rispetto, Quando ridiventerò bambino, tutti editi in Italia da Luni editore.

Dite

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
                   Janusz Korczak

E voi lo conoscete?

Volete condividere qualche altro autore che trovate interessante in materia di bambini? Scrivetemi a artemamma70(at)gmail.com e ospiterò volentieri il vostro post.

A presto!


Domenica 30 settembre
Breve aggiornamento.

Continuando a vagare in rete sulle tracce di Korczak, ho scoperto che l'anno 2012 è stato dedicato a lui e alla sua opera.
Qui la notizia, qui è possibile ascoltare e scaricare un intervento dal titolo "Liberare l'infanzia", nel quale Moni Ovadia legge alcuni brani tratti da Il diritto del bambino al rispetto e "L'eredità di Korczak. Incontro sul grande pedagogista polacco" a cura di Grazia Honegger Fresco.
Buona domenica!
A presto!

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