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giovedì 31 gennaio 2013

Nel giorno del mio compleanno


Oggi è il mio compleanno!


Per festeggiare, ho deciso di condividere una poesia che amo molto. Una poesia che continua ad emozionarmi e farmi riflettere ogni volta che la leggo.


I held a Jewel in my fingers –
And went to sleep –
The day was warm, and winds were prosy –
I said “’Twill keep” –

I woke – and chid my honest fingers,
The Gem was gone –
And now, an Amethyst remembrance
Is all I own –

                            Emily Dickinson (1861)*

Tenevo un gioiello fra le dita –
E mi addormentai –
Il giorno era tiepido, i venti monotoni –
Mi dissi: “Durerà” –

Mi svegliai e sgridai le mie dita innocenti,
la gemma era sparita –
E adesso, un ricordo di ametista
è tutto ciò che mi resta.


Volete condividere anche voi la vostra poesia preferita? Sarebbe un gran bel regalo diffuso!
Potete farlo direttamente nei commenti o lasciando un link al post nel quale deciderete di citarla. Oppure me la mandate per email a artemamma70 (at) gmail.com e penserò io a pubblicarla.
Vi aspetto numerosi!

Buona giornata!
A presto!



PS: La possibilità di donare una poesia rimane aperta anche oltre la data del mio compleanno. 



* Emily Dickinson “Silenzi”, Universale Economica Feltrinelli

sabato 29 settembre 2012

Dite. Una poesia di Janusz Korczak.


Conoscete Janusz Korczak?
Io, nella mia infinita ignoranza, non sapevo chi fosse. L’ho scoperto nella bellissima poesia “Dite”, che ho trovato riportata nel libretto che mi hanno consegnato al nido (ancora!!!).

Immagine presa da qui

Janusz Korczak, di cui trovate notizie più dettagliate qui, qui e qui, era un uomo nonché pediatra, pedagogo, scrittore e poeta, nato a Varsavia nel 1878. Da quel poco che ho appreso sul suo conto tramite le notizie reperite in rete e le notevoli citazioni dei suoi scritti, ho capito che era un antesignano di tante moderne teorie sulla pedagogia e sul rispetto nei confronti dei piccoli.

L’indipendenza mi pare significhi possesso: io dispongo della mia persona. Nella libertà esiste un elemento volitivo e quindi di azione che sgorga dalla volontà. Le nostre stanze dei bambini con i mobili sistemati simmetricamente, i nostri giardini pubblici leccati non sono il campo dove si può manifestare l’indipendenza, né un laboratorio dove l’attiva volontà del bambino possa concretizzarsi.

Dappertutto trappole e pericoli, minacce e disgrazie che incombono. E se il bambino ti crederà e non mangerà di nascosto una libbra di prugne e ingannando la vigilanza con il batticuore non giocherà in un angolo con i fiammiferi, se ubbidiente, passivo, fiducioso, si sottometterà alla richiesta di evitare tutte le esperienze, di rinunciare a prove e tentativi, di schivare gli sforzi, ogni moto della volontà, che farà quando nel suo intimo sentirà qualcosa che ferisce, che brucia, morde?                                                                         Janusz Korczak

Ha fondato e diretto un orfanotrofio, gestito completamente dai bambini, in una sorta di società democratica per natura che forse potrebbe insegnare molto a statisti e governatori di oggi.
Con l’avvento del nazismo la Polonia viene occupata e l’attività di Korczak confinata nel ghetto di Varsavia. Sebbene gli sia stato più volte offerto l’espatrio protetto ha sempre rifiutato per rimanere accanto ai suoi bambini.
Una mattina dell’agosto 1942 fu deportato e costretto a salire sul treno diretto al campo di sterminio di Treblinka insieme ai piccoli ospiti dell’orfanotrofio: preparò i suoi bambini con cura, vestiti con gli abiti migliori, come se stessero andando a fare una gita.
La “Convenzione dei diritti del bambino”, documento per cui Korczak si era battuto a lungo, è stata approvata nel 1989 dalle Nazioni Unite.
Tra i suoi testi: Come amare un bambino, Il diritto del bambino al rispetto, Quando ridiventerò bambino, tutti editi in Italia da Luni editore.

Dite

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
                   Janusz Korczak

E voi lo conoscete?

Volete condividere qualche altro autore che trovate interessante in materia di bambini? Scrivetemi a artemamma70(at)gmail.com e ospiterò volentieri il vostro post.

A presto!


Domenica 30 settembre
Breve aggiornamento.

Continuando a vagare in rete sulle tracce di Korczak, ho scoperto che l'anno 2012 è stato dedicato a lui e alla sua opera.
Qui la notizia, qui è possibile ascoltare e scaricare un intervento dal titolo "Liberare l'infanzia", nel quale Moni Ovadia legge alcuni brani tratti da Il diritto del bambino al rispetto e "L'eredità di Korczak. Incontro sul grande pedagogista polacco" a cura di Grazia Honegger Fresco.
Buona domenica!
A presto!

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