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lunedì 17 febbraio 2014

Del perché la scuola non coltiva la creatività

Sir Ken Robinson afferma che la scuola uccide la creatività!

Nel video che trovate a fondo pagina Sir Ken Robinson, noto esperto mondiale di creatività e modelli educativi, si dice convinto che “la creatività è tanto importante quanto l'alfabetizzazione”.

Immagine presa da qui

I bambini sono estremamente creativi ed innovativi, ma lo sono perché “si buttano. Se non sanno qualcosa, ci provano. Non hanno paura di sbagliare.”
Questo è il punto cruciale: non aver paura di sbagliare ci consente di osare e trovare nuove strade.

Purtroppo crescendo i ragazzi diventeranno adulti terrorizzati dall'idea di sbagliare, perché “abbiamo sistemi nazionali d'istruzione dove gli errori sono la cosa più grave che puoi fare. E il risultato è che stiamo educando le persone escludendole dalla loro capacità creativa”.

Infatti se non sei pronto a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale”.
Se tu hai perduto la tua capacità di buttarti, non riuscirai mai a trovare la tua strada, quella che va bene per te soltanto.

Fin dalla scuola primaria si danno voti a quello che un bambino fa, si misura in numeri la sua partecipazione alla vita scolastica, e non importa quanto bello sia quello che nasce dalla sua freschezza e originalità. Quello che importa è che sappia fare ciò che il programma ministeriale ha stabilito che dovrà imparare a fare in un tempo X assegnato a priori, un tempo uguale per tutti.
E chi sta fuori da quel tempo sarà non adeguato, sarà deficitario, sarà etichettato.
Io trovo tutto questo incredibilmente strano e surreale. E' come aver la pretesa di allevare polli in batteria!

I bambini, con la loro capacità di improvvisazione e la creatività innata di cui sono dotati, sono maestri ed esempi da imitare per mantenere vivo in ognuno di noi quel guizzo vitale che fa la differenza.
L'apprendimento dei bambini passa attraverso il fare e il toccare con mano propria la realtà, ecco perché il gioco è una delle modalità principe di autoeducazione dei piccoli.

Sir Robinson spiega che non si può diventare creativi, ma si può smettere di esserlo, grazie ad un sistema educativo che stigmatizza l'errore e divide il mondo in giusto o sbagliato.

Peter Gray sostiene che “Non si può insegnare la creatività, ma la si può sottrarre alle persone attraverso un percorso scolastico che non sia centrato sulle domande dei bambini ma sulle domande dettate da un programma imposto, che procede come se tutte le domande avessero una sola risposta giusta e ognuno dovesse imparare le stesse cose. (fonte: qui)

Personalmente ho sempre diffidato di chi si sente depositario di verità assolute, ho sempre contestato i dogmi scolastici ed ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti interessati più a quello che io pensavo e a come vedevo le cose piuttosto che a sentirmi ripetere una lezione a nastro. Ma sono stata fortunata!

Quello che si paga oggi è il peso di un'omologazione che non ha più alcun motivo di esistere, che danneggia noi e ancor più i nostri figli, costretti a soffocare i propri talenti a causa di metodologie asfittiche.

A scuola ci sono materie di serie A e di serie B: “Ovunque nel Mondo ogni sistema d'istruzione ha la stessa gerarchia di materie. Al vertice ci sono le scienze matematiche e le lingue, poi le discipline umanistiche e in fondo l'arte.”
Inoltre esiste una gerarchia nelle arti. L'arte figurativa e la musica occupano una posizione più alta nelle scuole rispetto a recitazione e danza.”

Considerato che quando siamo bambini intrisi di creatività si impara principalmente attraverso il corpo e la memoria corporea (pilastri su cui si basa anche il Metodo Montessori), viene spontaneo chiedersi perché le scuole non si occupino della fisicità degli studenti.
Non esiste sistema educativo sul pianeta che insegni la danza ai bambini ogni giorno, così come insegniamo la matematica. Perché?
Credo che la matematica sia molto importante, ma altrettanto la danza. I bambini ballano tutto il tempo se possono, noi tutti lo facciamo.
Abbiamo tutti un corpo, o no? Mi sono perso qualcosa?
In verità, ciò che succede è che, quando i bambini crescono, noi iniziamo ad educarli dalla pancia in su. E poi ci focalizziamo sulle loro teste. E leggermente verso una parte.”

Secondo Ken Robinson un alieno in visita sulla Terra sarebbe portato a pensare che tutto il nostro sistema educativo serva a formare professori universitari, rispettabilissime persone tutte concentrate nella loro testa e dissociate dal loro corpo.

Il nostro sistema educativo fu pensato per formare persone adatte al lavoro e per conseguire l'accesso all'università.
Ma tutto questo poteva andar bene finché avere un titolo universitario equivaleva a trovare un lavoro. Adesso non è più così e continuare a stigmatizzare errori significa sprecare bei talenti, mettere fuori strada persone che forse non avranno più la fortuna di ritrovarsi.

Ken Robinson definisce la creatività come “il processo che porta ad idee originali di valore. Si manifesta spesso tramite l'interazione di modi differenti di vedere le cose”.

In un passaggio molto interessante Sir Robinson racconta la storia di Gillian Lynne, coreografa di fama mondiale autrice di “Cats” e “Phantom of the Opera”.
Quando Gillian aveva otto anni gli insegnanti della scuola scrissero ai genitori affermando che la bambina aveva problemi di apprendimento. “Non era capace di concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l'ADHD (Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività). Ma siamo attorno al 1930 e l'ADHD non l'avevano ancora inventata. Non era una condizione disponibile allora. La gente non sapeva che poteva averla”.
In ogni caso la madre la portò da uno psicologo che, dopo averla osservata, consigliò alla donna di iscrivere la figlia in una scuola di danza. E questo ha cambiato il corso della sua vita: ha reso possibile la realizzazione del suo talento e la sua felicità di potersi finalmente sentire libera di essere quella che era, accettata e rispettata nella sua peculiarità.
Del resto Gillian Lynne è stata molto fortunata, perché “Un altro le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi”.

Infine Robinson conclude che, a suo modo di vedere, “la nostra unica speranza per il futuro è di adottare una nuova concezione di ecologia umana, nella quale cominciare a ricostruire la nostra considerazione della ricchezza delle capacità umane.
Il nostro sistema educativo ha sfruttato le nostre teste come noi abbiamo sfruttato la terra: per strapparle una particolare risorsa. E per il futuro non ci servirà.
Dobbiamo ripensare i principi fondamentali sui quali educhiamo i nostri figli. Dobbiamo fare attenzione ad usare il dono dell'immaginazione umana saggiamente...
E lo faremo solo se sapremo vedere le nostre capacità creative per la ricchezza che sono e se sapremo vedere i nostri figli per la speranza che sono.
Il nostro compito è di educarli nella loro interezza affinché possano affrontare il loro futuro.
Forse noi non vedremo questo futuro, ma loro si.
E il nostro compito è di aiutarli a farne qualcosa.”




Tutte le citazioni, dove non diversamente segnalato, sono tratte dal video di Sir Ken Robinson.

Bibliografia:
The Element”, Ken Robinson, Mondadori, ottobre 2012
Give childhood back to children: if we want our offsprings to have happy, productive and moral lives, we must allow more time for play, not less”, Peter Gray, The Indipendent, 12 gennaio 2014 link

Il segreto dell'infanzia”, Maria Montessori, Garzanti Elefanti, 2007 

lunedì 6 gennaio 2014

Maria Montessori: l'educazione alla libertà. Nel giorno della Befana!

Oggi festeggiamo la Befana ma nella stessa data accade anche che:

Era il sei gennaio 1906 (praticamente tutte le altre fonti che ho consultato dicono 1907) quando si inaugurò la prima scuola di piccoli bambini normali da tre a sei anni, non posso dire col mio metodo, perché esso non esisteva ancora, ma vi doveva nascere in breve tempo”.

Così racconta Maria Montessori nel suo “Il segreto dell'infanzia” (Garzanti, Elefanti, novembre 2007), da cui sono tratte anche le altre citazioni di questo post).


Siamo nel quartiere San Lorenzo, a Roma. La scuola nasceva all'interno di un progetto di riqualificazione edilizia e igienica dell'area, i 50 bambini ammessi a frequentarla provenivano tutti da famiglie poverissime dove l'analfabetismo dilagava.
La continuità educativa tra scuola e famiglia si concretizzava nell'impegno dei genitori a tener pulita la zona e a mandare i bambini a scuola lavati e ordinati.
Per la prima volta lo spazio scolastico è organizzato a misura di bambino, al quale è data libera facoltà di movimento e di scelta tra i materiali didattici proposti: non ci sono più cattedre, né programmi, esami, castighi o premi.
Ne consegue che “Il metodo non si vede: ciò che si vede è il bambino. Si vede l'anima del bambino che, liberata dagli ostacoli, agisce secondo la propria natura.”

Il principio del metodo Montessori risiede nel favorire lo sviluppo di ogni individuo in base ai suoi ritmi naturali e alla sua peculiare personalità, l'esperienza e l'autonomia facilitano la scoperta dei propri interessi reali e lo sviluppo della fiducia in se stessi.

Maria Montessori chiama i piccoli allievi delle sue scuole “bambini normalizzati”, fanciulli ai quali è restituita la libertà di movimento in un mondo pensato appositamente per loro, per agevolare la loro crescita.

Un centinaio di anni fa circa questa studiosa spiegò che molte difficoltà di apprendimento dei bambini erano imputabili ad un metodo educativo inadeguato a favorire il fiorire della personalità e dell'intelligenza immaginativa degli alunni, che si rinserrava quindi dietro “barriere psichiche” capaci di renderli impermeabili agli insegnamenti imposti fino al punto da “venir confusi coi deficienti”.


Ma se l'operaio produce ciò che l'uomo consuma e crea nel mondo esteriore, il bambino produce l'umanità stessa, e pertanto i suoi diritti ancora più palesemente esigono trasformazioni sociali. E' evidente che la società dovrebbe prodigare ai bambini le cure più perfette e più sagge, per ricavarne maggior energia e maggiori possibilità per l'umanità futura.”

Non sembra anche a voi un'ottimo augurio per l'anno appena cominciato e per tanti altri a venire?


venerdì 14 settembre 2012

Montessori 3.0


Vorrei segnalare che su Radio3 Rai questa settimana, in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico, va in onda Montessori 3.0, format composto da una serie di programmi e approfondimenti dedicati al pensiero pedagogico e all’opera di Maria Montessori.
Io sono riuscita a seguire Tre Soldi. I documentari di Radio3. Educare alla libertà. Appunti sullacontemporaneità del Metodo Montessori, in onda fino a stasera alle 19,30, ed è veramente fatto molto bene.
Pur essendo l’ultimo giorno di programmazione, è possibile scaricare ed ascoltare in podcast cliccando sui link in questa pagina tutto quello che trovate interessante.
A presto!
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