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venerdì 21 marzo 2014

Il gioco della luce, secondo Tullet

E' definitivo: io e Bicci ci siamo innamorati di Hervé Tullet e dei suoi libri gioco!

Immagine presa da qui

Ho cercato “Il gioco della luce”, Phaidon Press Limited, in libreria, non l'ho trovato e così siamo andati in biblioteca e ce lo siamo portato a casa.

E' un libro da leggere, o meglio da giocare, anzi da leggiocare al buio, con una torcia in mano e occhi vivi di fantasia.


Risultato: Bicci non smetterebbe mai di ascoltare, neanche quando ha già fatto millemila sbadigli e resistere al sonno diventa un'impresa: “mamma lo rifai?”
Anche se la stella cadente è già caduta e ricaduta, basta accendere la torcia per sorridere e sussurrarsi "buonanotte" ancora una volta nell'intimità del buio!
E quando io smetto di narrare, allora comincia lui...
Provare per credere!


Noi siamo stati malati tutta la settimana, ma è arrivata la primavera...

Vi auguro un luminosissimo we!!!


Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma



venerdì 14 febbraio 2014

Senza titolo

Immagine presa da qui

Aprire la copertina di “Senza titolo”, Hervé Tullet (chi, se non lui?), Franco Cosimi Panini, 2013, è come sbirciare dentro un teatro chiuso al pubblico, quando gli attori si scaldano in attesa che le prove o lo spettacolo abbiano inizio.
E' come avventurarsi in un luogo intimo, in questo caso nel bel mezzo del procedimento creativo che darà vita a un libro.

Appunto perché qui di libro ancora non si parla, Tullet stesso lo definisce un non-libro, un'opera in divenire insomma.

Poiché la cosa bella dei libri è che basta disegnare degli oggetti perché questi esistano, i personaggi, appena tratteggiati e non completati, stanno giocando tra loro quando si accorgono che qualcuno li sta osservando.
Gioia e preoccupazione agitano i loro animi di carta, provano ad intrattenerci, a spiegarci che la storia non è ancora pronta, il libro non ancora terminato ma, siccome noi ci ostiniamo ad osservarli, si risolvono a chiamare in scena – è proprio il caso di dirlo – l'autore in persona. Che pensi lui ad approntare una storia!




Tullet rende il suo personaggio con una foto tessera applicata sul suo corpo tratteggiato a matita come quello delle altre creature: trovata a mio avviso geniale, perché lui è finito si, insomma creato a tutto tondo, ma ahimè in preda ad una tensione creativa che non ha ancora trovato la sua manifestazione compiuta.
Il resto lo scoprirete da voi.


Le illustrazioni del libro ricordano i disegni in divenire del quaderno di un bambino, tanto che viene voglia di colorare e aggiungere dettagli, completare a piacere alcuni particolari.
Un libro gioco insomma perché, spiega Tullet, “Ciò che rende un albo illustrato un buon libro è il fatto che vi si possa prendere parte”.

Qui il trailer del libro:



qui uno spettacolo tratto dal libro.

Consigliato dai 4 anni.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma

Buon we!

martedì 7 gennaio 2014

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