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mercoledì 10 ottobre 2012

A Settembre


Amo Settembre per l’azzurro intenso e pulito dei suoi cieli, 



per la luce che si diffonde senza più scottare, 




per le ombre che  raccontano misteri e segreti.


Amo Settembre perché è mese di vendemmie, di raccolte e di preparazione alla calda intimità dell’autunno e dell’inverno.




Amo Settembre perché è un mese di passaggio, perché non ha pretese né clamori.


Amo Settembre perché tutti tornano a casa e io posso riprendere possesso della silenziosa bellezza in cui vivo.   



E godere, indisturbata, della voce e delle corse del mio piccolo in questa natura generosa, ritrovata e riconquistata.




A presto!

PS: Si, lo so che siamo già ad ottobre inoltrato… ma questo tributo a Settembre era in lavorazione da un po’ di tempo!

martedì 15 maggio 2012

Per fare un albero


Generalmente sono restia a proporre esercizi teatrali fai-da-te, perché non vorrei che si sottovalutasse la necessità di uno sguardo esperto che sa condurre, accogliere e assemblare il materiale che nasce in un contesto laboratoriale.   Quindi quello che qui espongo è un’idea di gioco che ognuno può usare a suo modo, indipendentemente dalla valenza che assume all’interno di un lavoro teatrale strutturato.

Il mio post sugli olivi e il post di Manuela sul pinolo mi hanno fatto venir voglia di condividere un gioco teatrale che amo molto, e che intitolerò appunto “Per fare un albero”.

Possiamo farlo insieme ai nostri bambini (dai 18 mesi in poi), partecipando attivamente e re-imparando a nostra volta a sentire la natura e a sentircene parte.
Si può far precedere l’esercizio da una passeggiata al parco - e magari giocare nel parco stesso – o dall’osservazione di un libro con immagini di alberi o dal disegnare insieme degli alberi.


A questo punto la proposta è di diventare alberi noi stessi.
Possiamo narrare la storia dell’albero invitando i bambini ad interpretarla con il loro corpo e facendo altrettanto.

Da cosa nasce un albero? Da un piccolo seme deposto al calduccio nella terra.
Il seme pian piano si schiude e germoglia affondando tenere radici nel terreno e alzando un piccolo stelo verso l’alto.
Poi le radici si irrobustiscono e si spingono più a fondo nella terra, il fusto si ingrossa e si erge forte e fiero verso il cielo, dalla cima del fusto si dipartono tanti rami a cercare di cogliere la luce. Sui rami nascono tante foglioline che il sole scalda e il vento fa muovere.
I rami e le foglie saranno visitati e abitati da tanti animali: uccelli, insetti, bruchi…

Questa è una traccia: fondamentale è non sprecare, non avere fretta. Ogni stadio ha bisogno del suo tempo per svilupparsi e per esprimersi nel nostro corpo. La calma ci permette di staccare e assaporare il gusto del gioco.


Si parte da sdraiati, meglio se appallottolati – il seme nella terra, ricordate? – e pian piano si cresce.
Il percorso è dalle radici ai rami.
Provate a giocare con i piccoli e a lasciarvi coinvolgere, senza pensare, senza filtrare, senza giudicare e senza aver voglia di insegnare.


L’espressività peculiare dei bambini deriva dal fatto che loro “sentono” la forma albero, ad esempio quando ne pronunciano il nome che convenzionalmente lo indica, e questo sentire passa attraverso tutto il loro corpo per esprimersi nella voce.


Provate? Mi fate sapere come è andata?

A presto!





giovedì 10 maggio 2012

Olivi


Amo gli alberi e gli olivi sono tra i miei preferiti: i loro tronchi sono spesso magnifici tanto da sembrare sculture a cielo aperto, amo il colore argenteo delle foglie e la generosità del loro frutto.
Il parco preferito di Binotto ne è pieno e ora stanno fiorendo.










I tronchi






Qui Binotto e un amichetto giocano a gettare foglie nel buco abitato da un ragnetto.





Le ultime due foto, che io chiamo del "tronco danzante", sono scattate in un diverso momento dell'anno, ma le ho volute mettere comunque perché l'albero è nello stesso parco.

A presto!


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